Caldo record in Italia: fino a 36 gradi a maggio, cosa cambia da lunedì

Caldo record in Italia: fino a 36 gradi a maggio, cosa cambia da lunedì

L’Italia arriva alla fine di maggio con un anticipo d’estate molto più intenso della norma. L’ondata di caldo ha colpito soprattutto Centro-Nord e Pianura Padana, con valori vicini o superiori ai 35°C in diverse città. Il dato simbolo arriva da Milano Brera, dove sono stati registrati 35,3°C: un record assoluto per maggio in una serie storica iniziata a metà Settecento.

Centro-Nord nella bolla calda: punte da 35-36 gradi

La fase più anomala ha riguardato Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Lazio. A Milano le temperature hanno raggiunto valori fino a 9-10 gradi sopra la media del periodo, mentre in Emilia centro-occidentale le massime si sono spinte localmente tra 34 e 35°C. A Modena, il 27 maggio, sono stati toccati 35°C: un nuovo primato mensile per la città dal 1860.

Il caldo non è stato solo una percezione urbana. La massa d’aria subtropicale, sostenuta dall’alta pressione, ha favorito cieli sereni, compressione dell’aria verso il suolo e accumulo di calore nelle aree più cementificate. Per giovedì 28 maggio il Ministero della Salute ha indicato bollino rosso su Bologna, Firenze, Roma e Torino, segnalando condizioni potenzialmente rischiose anche per persone sane e attive.

La prossima settimana dovrebbe però aprirsi con un Nord più instabile:

  • da lunedì 1 giugno, tra Alpi, Prealpi e alte pianure, sono attesi temporali anche intensi;
  • il calo termico dovrebbe essere più evidente rispetto alle punte record di questi giorni;
  • il rientro verso valori più normali non sarà uniforme, ma la fase più estrema dovrebbe attenuarsi proprio a inizio giugno.

Sud più variabile: caldo estivo e temporali locali

Il Sud ha vissuto una situazione diversa: temperature estive, ma meno compatte rispetto al Centro-Nord. In molte aree meridionali e sulle Isole i valori si sono mantenuti tra 27 e 32°C, con picchi localmente superiori nelle zone interne. La differenza principale è stata l’instabilità: dove l’aria calda ha incontrato infiltrazioni più fresche in quota, si sono formati rovesci e temporali pomeridiani.

Campania interna, Basilicata, Calabria e Sicilia sono tra le zone dove i temporali di calore possono presentarsi con maggiore facilità, soprattutto nelle ore centrali e pomeridiane. Non si tratta di un peggioramento organizzato come al Nord, ma di fenomeni localizzati, talvolta rapidi, capaci comunque di interrompere giornate molto calde e soleggiate.

Da lunedì in poi, il Paese potrebbe quindi restare diviso: al Centro-Nord più variabilità e temporali, al Sud caldo ancora presente ma con disturbi locali nelle aree interne. Per il ponte del 2 giugno, l’evoluzione più probabile è una fase meno estrema rispetto al picco di fine maggio, ma ancora tipicamente estiva nelle ore più calde.

Condizionatori accesi prima: l’effetto sulle bollette

Il caldo precoce non pesa solo su città, salute e agricoltura. Anticipa anche l’uso dei climatizzatori, trasformando maggio in un mese già energivoro per molte famiglie. Un apparecchio domestico può incidere in modo molto diverso in base a classe energetica, potenza, isolamento dell’abitazione e ore di utilizzo, ma il principio è semplice: più giornate sopra i 30°C significano più kWh consumati prima ancora dell’estate meteorologica. Per questo controllare il consumo del condizionatore diventa una voce concreta della gestione domestica.

Se un climatizzatore assorbe in media circa 1 kWh all’ora e viene utilizzato 4 ore al giorno, il consumo può arrivare a circa 120 kWh in un mese. L’impatto finale dipende dal costo della luce applicato dal contratto, dalle fasce orarie e dalle abitudini di utilizzo. In una stagione calda che sembra iniziare prima, leggere con attenzione la bolletta della luce diventa quindi un modo per capire dove intervenire.

La risposta non passa solo dallo spegnere il condizionatore, ma dall’usarlo meglio: temperatura non troppo bassa, filtri puliti, schermature nelle ore centrali e ventilazione serale possono ridurre gli sprechi. Valutare le proprie offerte luce e adottare alcuni consigli per risparmiare energia può diventare una scelta di prevenzione economica, non solo una reazione agli aumenti.

Ultima modifica il 29 maggio 2026 alle ore 08:56

esorgona

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