PUN -5% rispetto a Gennaio: ma stiamo davvero pagando di meno?

PUN -5% rispetto a Gennaio: ma stiamo davvero pagando di meno?

PUN Gennaio–Luglio 2025: com’è andato

Il primo semestre 2025 mostra un andamento altalenante: avvio su livelli elevati, un calo marcato in primavera e una ripresa a giugno. La dinamica riflette l’azione combinata di fattori climatici, geopolitici e strutturali del sistema elettrico italiano.

Andamento del PUN (gennaio–giugno 2025)
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30/06/2025

Picco invernale: gennaio e febbraio

Nei mesi di gennaio e febbraio si registrano i livelli più alti del periodo: 0,143 €/kWh a gennaio e 0,150 €/kWh a febbraio, con aumenti rispettivamente del +44% e +72% rispetto agli stessi mesi del 2024.

Le principali cause richiamate sono: l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente, un inverno più rigido e l’aumento dei prezzi del gas naturale sui mercati europei, che continua a incidere in modo rilevante sulla formazione del prezzo in Italia.

Rientro primaverile: marzo–maggio

Da marzo inizia l’inversione: 0,122 €/kWh (marzo), poi 0,106 €/kWh (aprile) e 0,0936 €/kWh (maggio). A maggio i valori risultano quasi identici a quelli dell’anno precedente, interrompendo il trend rialzista del primo trimestre.

Ripresa a giugno

A giugno il PUN risale a 0,112 €/kWh (+19,46% vs maggio). L’aumento è attribuito soprattutto alle temperature elevate (maggiore domanda per raffrescamento) e a un momentaneo calo della produzione rinnovabile.

Evento chiave: PUN a zero (1° maggio 2025)

Il 1° maggio 2025, per la prima volta in Italia, il PUN è sceso a 0 €/kWh per sei ore consecutive. La combinazione di consumi bassi (festivo), alta produzione rinnovabile e meteo favorevole ha generato un surplus di energia con prezzi nulli.

L’episodio è indicativo dell’evoluzione strutturale del mercato e del peso crescente delle rinnovabili nel sistema elettrico.

PUN orario (1° maggio 2025) – 6 ore a zero
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Confronto 2024 vs 2025: cosa emerge

Il confronto tra i primi sei mesi del 2024 e del 2025 evidenzia una dinamica chiara: inizio 2025 più costoso, mentre la primavera mostra una convergenza verso i livelli dell’anno precedente.

MesePUN 2025 (€/kWh)PUN 2024 (€/kWh)Variazione %
Gennaio0,1430,099+44%
Febbraio0,1500,087+72%
Marzo0,1220,090+35%
Aprile0,1060,092+15%
Maggio0,09360,094−0,4%
Giugno0,1120,104+8%

Nel primo semestre 2024 il PUN medio era circa 0,093 €/kWh, mentre nel primo semestre 2025 è salito a 0,120 €/kWh (circa +28%). Il dato va contestualizzato: il 2024 ha beneficiato di clima più mite, gas più economico e minori tensioni internazionali.

Da maggio 2025 si osserva un allineamento con i valori dello stesso periodo 2024: la risposta alla domanda “si pagava meno?” è quindi: sì fino ad aprile, ma da maggio in poi la differenza si riduce quasi a zero.

PUN 2024 - 2025
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Cause della volatilità: contesto geopolitico ed energetico

L’andamento del PUN nel primo semestre 2025 si comprende meglio con una lettura integrata del contesto. Sul fronte geopolitico, il protrarsi del conflitto in Ucraina e le tensioni crescenti in Medio Oriente hanno contribuito a instabilità sui mercati del gas. Inoltre, difficoltà logistiche e competizione sul GNL hanno spinto al rialzo i costi di approvvigionamento nei primi mesi dell’anno.

Dal punto di vista interno, pesano: la forte dipendenza dal gas per la generazione termoelettrica (oltre il 40%), l’aumento della produzione rinnovabile (con effetti più visibili in bassa domanda) e il ruolo del clima (inverno rigido vs primavera favorevole al fotovoltaico).

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi: scenari

L’andamento del PUN nella parte restante del 2025 dipenderà da variabili economiche, geopolitiche e climatiche. È possibile sintetizzare tre scenari:

  • Stabilità: temperature nella media e rinnovabili elevate → PUN tra 0,11 e 0,13 €/kWh.
  • Rialzo: autunno freddo + tensioni internazionali o criticità sul gas → PUN sopra 0,14 €/kWh.
  • Ribasso: clima favorevole, domanda contenuta e abbondanza rinnovabile → PUN sotto 0,10 €/kWh, soprattutto nei weekend.

Nel breve termine è ragionevole attendersi una moderata crescita estiva, con possibile discesa in autunno in assenza di nuovi shock esterni.

Fattori chiave da monitorare

  • prezzo del gas e permessi CO2;
  • andamento climatico;
  • decisioni politiche europee (riforma mercato elettrico, carbon pricing);
  • sviluppo rete e accumuli energetici.

Testate in cui siamo stati menzionati:

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Ultima modifica il 9 marzo 2026 alle ore 11:59

Alessandro Astore

Manager Sviluppo Partnership Energia e Banche

Alessandro ha maturato un solido percorso professionale tra venture capital, fintech e consulenza strategica, collaborando con fondi e realtà di primo piano in Europa e Asia. Oggi, come Partnerships Manager per l’Italia in Papernest, guida lo sviluppo di collaborazioni strategiche con grandi gruppi bancari, contribuendo all’integrazione di soluzioni energetiche innovative nel settore finanziario.

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