Riscaldamento domestico: quanto pesa in bolletta un solo grado in più?

Anche una variazione minima del termostato può avere un impatto concreto sui consumi e sulla spesa finale. Il costo del riscaldamento non dipende solo dalla temperatura scelta, ma anche dall’efficienza dell’abitazione e dalla zona climatica in cui si vive.

Riscaldamento domestico: quanto pesa in bolletta un solo grado in più?

Durante l’inverno, alzare il termostato anche di un solo grado può sembrare una scelta marginale. In realtà, quando questa impostazione viene mantenuta per settimane o mesi, l’effetto sui consumi energetici e sulla bolletta diventa tutt’altro che trascurabile.

Il principio è semplice: più aumenta la differenza tra la temperatura interna della casa e quella esterna, più il sistema di riscaldamento deve lavorare per compensare le dispersioni termiche. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle abitazioni meno isolate, dove il calore si disperde più facilmente attraverso pareti, infissi, tetti, pavimenti e spifferi.

Per capire quanto incida davvero un grado in più, bisogna quindi guardare oltre il solo termostato e considerare tre fattori decisivi: la qualità dell’edificio, il clima esterno e il numero di ore in cui il riscaldamento resta acceso.

I dati chiave da sapere

Ecco i principali elementi da tenere a mente per capire quanto incide la temperatura del riscaldamento sulla bolletta.
  • Ogni grado in meno può ridurre i consumi mediamente tra il 6% e il 10%.
  • In una casa vecchia e in zona fredda, un solo grado in più può superare i 100 euro di costo extra in un inverno.
  • Ridurre la temperatura di 2°C o 3°C può tradursi in risparmi stagionali molto significativi.
  • A parità di temperatura, una casa poco isolata può costare fino a 2 o 3 volte più di una casa efficiente.
  • Nelle zone fredde i consumi possono risultare fino al 30–35% più alti rispetto alle zone temperate.

Un solo grado in più può fare molta più differenza di quanto si pensi

Passare, per esempio, da 20°C a 21°C può sembrare un cambiamento minimo e quasi irrilevante sul piano economico. In realtà, il suo impatto va valutato sull’intera stagione di riscaldamento, non solo nel breve periodo.

In una casa datata, soprattutto in una zona climatica fredda, mantenere un grado in più può tradursi in circa 20 euro aggiuntivi al mese. Su un inverno di cinque mesi, il costo extra può quindi superare i 100 euro per ogni singolo grado.

Questo accade perché il riscaldamento deve lavorare più a lungo o con maggiore intensità per mantenere una temperatura interna più alta. Nelle abitazioni poco efficienti, dove il calore si disperde rapidamente, anche un solo grado in più può incidere in modo significativo sulla bolletta.

ZONA FREDDA
Temp.Casa VecchiaCasa NormaleCasa Efficiente
17°
18°€93.89€45.22€16.57
19°€95.50€45.93€16.85
20°€97.07€46.62€17.13
21°€98.59€47.29€17.40
22°€100.07€47.95€17.66
23°€101.52€48.59€17.91
24°€102.93€49.21€18.16
25°€104.30€49.81€18.41
ZONA TEMPERATA
Temp.Casa VecchiaCasa NormaleCasa Efficiente
17°
18°€69.18€38.39€13.84
19°€71.20€39.40€14.24
20°€73.10€40.35€14.62
21°€74.90€41.25€14.98
22°€76.62€42.11€15.32
23°€78.27€42.93€15.65
24°€79.85€43.72€15.97
25°€81.37€44.48€16.27

La differenza tra casa vecchia, casa normale e casa efficiente

Non tutte le abitazioni reagiscono allo stesso modo a un aumento della temperatura interna: il costo del riscaldamento dipende soprattutto dalla capacità della casa di trattenere il calore. Nelle case più vecchie, con isolamento e serramenti meno efficienti, le dispersioni sono maggiori e ogni grado in più pesa di più sulla bolletta.

Nelle abitazioni con isolamento medio l’impatto tende a ridursi, mentre negli edifici più efficienti il calore resta all’interno più a lungo e il costo aggiuntivo è più contenuto. Per questo due case impostate alla stessa temperatura possono avere spese molto diverse tra loro.

Tabella comparativa dei costi del riscaldamento

Quando i gradi aumentano di due o tre, l’effetto in bolletta diventa evidente

Se un solo grado ha già un impatto concreto, l’effetto cumulativo di 2°C o 3°C in più può diventare molto rilevante. È proprio su questi scostamenti apparentemente modesti che si costruiscono, nel corso di un’intera stagione, differenze di spesa anche molto elevate.

Nelle abitazioni meno efficienti, abbassare la temperatura di 2°C può generare risparmi stagionali importanti, mentre una riduzione di 3°C porta a un alleggerimento ancora più marcato della bolletta. Nell’intervallo più ampio, ad esempio tra 17°C e 25°C, le differenze complessive di costo possono diventare molto significative.

Questo dato mostra un aspetto fondamentale: non sono solo i grandi cambiamenti a incidere, ma soprattutto le piccole abitudini mantenute nel tempo. Un’impostazione leggermente più bassa, se costante, può portare a risultati concreti senza compromettere in modo importante il comfort quotidiano.

Perché il riscaldamento costa così tanto nelle case meno isolate

La spiegazione sta nei meccanismi che regolano la dispersione del calore: l’energia prodotta dall’impianto non resta tutta all’interno dell’abitazione, ma una parte si perde continuamente verso l’esterno.

Le cause principali sono la conduzione termica, cioè il passaggio di calore attraverso muri, finestre, tetti e pavimenti, e le infiltrazioni d’aria dovute a spifferi, infissi e altre fessure dell’edificio. Nelle abitazioni più datate queste dispersioni incidono molto sul fabbisogno energetico complessivo, costringendo l’impianto a lavorare di più per mantenere la temperatura desiderata.

Per questo l’efficienza della casa è uno dei fattori più importanti nella spesa per il riscaldamento: non conta solo quanto si vuole scaldare l’ambiente, ma anche quanto bene l’abitazione riesce a trattenere il calore.

ZONA FREDDA
Temp.Casa VecchiaCasa NormaleCasa Efficiente
0
1€93.89€45.22€16.57
2€189.39€91.15€33.42
3€286.46€137.78€50.55
4€385.06€185.07€67.95
5€485.13€233.02€85.61
6€586.65€281.60€103.53
7€689.57€330.81€121.69
8€793.88€380.63€140.10
ZONA TEMPERATA
Temp.Casa VecchiaCasa NormaleCasa Efficiente
0
1€69.18€38.39€13.84
2€140.38€77.79€28.08
3€213.48€118.14€42.70
4€288.39€159.39€57.68
5€365.01€201.50€73.00
6€443.28€244.43€88.66
7€523.13€288.15€104.63
8€604.50€332.64€120.90

Il clima conta: la stessa casa può consumare molto di più in una zona fredda

Sulla bolletta incide non solo la qualità dell’edificio, ma anche la zona climatica in cui si trova. La stessa abitazione, con le stesse caratteristiche e la stessa temperatura interna, può infatti consumare molto di più a seconda delle temperature esterne.

In una zona fredda il divario tra temperatura interna ed esterna resta elevato più a lungo, aumentando le dispersioni e il lavoro dell’impianto. Per questo il luogo in cui si vive incide direttamente sul costo finale del riscaldamento domestico.

Il paradosso dei 21°C: oltre una certa soglia il comfort cresce poco, ma i costi no

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi è che il costo per grado non cresce sempre in modo perfettamente lineare. Quando la temperatura interna sale, aumentano anche le dispersioni e si intensifica il cosiddetto “effetto camino”, cioè la tendenza dell’aria calda a fuoriuscire più rapidamente dagli spazi non perfettamente sigillati.

In pratica, passare da una temperatura bassa a una moderata può migliorare molto il comfort, ma oltre una certa soglia il beneficio percepito cresce meno mentre i costi continuano a salire. Per questo la fascia tra 19°C e 21°C viene spesso considerata il miglior equilibrio tra benessere abitativo, consumi e spesa.

Testate in cui siamo stati menzionati:

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Ultima modifica il 12 marzo 2026 alle ore 10:04

Andrea Carriero

Responsabile Infrastrutture IT Settore Energetico

Andrea Carriero è un esperto di infrastrutture IT e DevOps con oltre 6 anni di esperienza, attualmente Head of Infrastructure presso Papernest. Ha guidato progetti strategici per migliorare la scalabilità e l’efficienza dei sistemi a supporto dei servizi energetici digitali, contribuendo alla crescita operativa in un contesto di forte espansione nel settore energia.

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