Il salto dalla tariffa oraria alla Market Time Unit da 15 minuti
Il cambiamento più evidente riguarda l’introduzione della Market Time Unit (MTU) da 15 minuti. Prima i prezzi dell’energia elettrica venivano fissati ogni ora (con 24 fasce al giorno), ora il mercato nazionale ne adotterà 96.
- 96 intervalli giornalieri al posto delle 24 fasce orarie tradizionali.
- Maggiore aderenza alle oscillazioni reali di domanda e offerta.
- Prezzi più variabili: alcuni momenti saranno più costosi, altri più convenienti.
Per gli operatori e i grandi produttori significa dover sincronizzare meglio le offerte e gestire in tempo reale la produzione, soprattutto da fonti rinnovabili.
Per i consumatori domestici il salto rappresenta una sfida: chi potrà spostare i consumi verso gli intervalli più economici sarà premiato, mentre chi non avrà flessibilità subirà maggiormente le oscillazioni.
- Chi ha un contratto a prezzo fisso continuerà a pagare la stessa tariffa.
- Chi sceglie tariffe variabili vedrà oscillazioni più evidenti nei costi.
Benefici e rischi per famiglie e imprese con tariffe variabili
L’effetto più immediato per chi ha una tariffa indicizzata è la maggiore variabilità dei costi: le bollette potranno oscillare sensibilmente in funzione dei momenti di consumo.
Un dato indicativo è che nel quarto trimestre 2025 la bolletta media per luce di una famiglia vulnerabile, con consumi pari a 2.000 kWh annui, è stimata in circa 575 euro, con una crescita dell’8,6 % rispetto allo stesso periodo del 2024 (anche il consumo medio del gas registra un aumento, seppur più contenuto).
Tra i benefici potenziali figura la possibilità di risparmiare se si sposta il consumo nei momenti più convenienti. In particolare:
- Dispositivi intelligenti che programmano automaticamente gli elettrodomestici.
- Automazione domestica e gestione da remoto dei consumi.
- Pianificazioni orarie in base ai momenti di prezzo basso.
Anche le imprese con carichi flessibili possono trarre vantaggio: spostare processi produttivi nei momenti migliori può ridurre i costi marginali.
Ma non mancano i rischi: per chi non ha la possibilità di modulare il consumo, o dispone di apparecchiature fisse, le oscillazioni possono generare bollette più onerose rispetto al passato.
Infine, la maggiore complessità nell’interpretare le bollette è un ostacolo: 96 intervalli giornalieri richiedono strumenti più avanzati per essere compresi.
13 Ottobre 2025
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