
Table of Contents
Il primo semestre 2025 mostra un andamento altalenante: avvio su livelli elevati, un calo marcato in primavera e una ripresa a giugno. La dinamica riflette l’azione combinata di fattori climatici, geopolitici e strutturali del sistema elettrico italiano.
Nei mesi di gennaio e febbraio si registrano i livelli più alti del periodo: 0,143 €/kWh a gennaio e 0,150 €/kWh a febbraio, con aumenti rispettivamente del +44% e +72% rispetto agli stessi mesi del 2024.
Le principali cause richiamate sono: l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente, un inverno più rigido e l’aumento dei prezzi del gas naturale sui mercati europei, che continua a incidere in modo rilevante sulla formazione del prezzo in Italia.
Da marzo inizia l’inversione: 0,122 €/kWh (marzo), poi 0,106 €/kWh (aprile) e 0,0936 €/kWh (maggio). A maggio i valori risultano quasi identici a quelli dell’anno precedente, interrompendo il trend rialzista del primo trimestre.
A giugno il PUN risale a 0,112 €/kWh (+19,46% vs maggio). L’aumento è attribuito soprattutto alle temperature elevate (maggiore domanda per raffrescamento) e a un momentaneo calo della produzione rinnovabile.
Il 1° maggio 2025, per la prima volta in Italia, il PUN è sceso a 0 €/kWh per sei ore consecutive. La combinazione di consumi bassi (festivo), alta produzione rinnovabile e meteo favorevole ha generato un surplus di energia con prezzi nulli.
L’episodio è indicativo dell’evoluzione strutturale del mercato e del peso crescente delle rinnovabili nel sistema elettrico.
Il confronto tra i primi sei mesi del 2024 e del 2025 evidenzia una dinamica chiara: inizio 2025 più costoso, mentre la primavera mostra una convergenza verso i livelli dell’anno precedente.
| Mese | PUN 2025 (€/kWh) | PUN 2024 (€/kWh) | Variazione % |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 0,143 | 0,099 | +44% |
| Febbraio | 0,150 | 0,087 | +72% |
| Marzo | 0,122 | 0,090 | +35% |
| Aprile | 0,106 | 0,092 | +15% |
| Maggio | 0,0936 | 0,094 | −0,4% |
| Giugno | 0,112 | 0,104 | +8% |
Nel primo semestre 2024 il PUN medio era circa 0,093 €/kWh, mentre nel primo semestre 2025 è salito a 0,120 €/kWh (circa +28%). Il dato va contestualizzato: il 2024 ha beneficiato di clima più mite, gas più economico e minori tensioni internazionali.
Da maggio 2025 si osserva un allineamento con i valori dello stesso periodo 2024: la risposta alla domanda “si pagava meno?” è quindi: sì fino ad aprile, ma da maggio in poi la differenza si riduce quasi a zero.
L’andamento del PUN nel primo semestre 2025 si comprende meglio con una lettura integrata del contesto. Sul fronte geopolitico, il protrarsi del conflitto in Ucraina e le tensioni crescenti in Medio Oriente hanno contribuito a instabilità sui mercati del gas. Inoltre, difficoltà logistiche e competizione sul GNL hanno spinto al rialzo i costi di approvvigionamento nei primi mesi dell’anno.
Dal punto di vista interno, pesano: la forte dipendenza dal gas per la generazione termoelettrica (oltre il 40%), l’aumento della produzione rinnovabile (con effetti più visibili in bassa domanda) e il ruolo del clima (inverno rigido vs primavera favorevole al fotovoltaico).
L’andamento del PUN nella parte restante del 2025 dipenderà da variabili economiche, geopolitiche e climatiche. È possibile sintetizzare tre scenari:
Nel breve termine è ragionevole attendersi una moderata crescita estiva, con possibile discesa in autunno in assenza di nuovi shock esterni.
Testate in cui siamo stati menzionati:
Manager Sviluppo Partnership Energia e Banche
Alessandro ha maturato un solido percorso professionale tra venture capital, fintech e consulenza strategica, collaborando con fondi e realtà di primo piano in Europa e Asia. Oggi, come Partnerships Manager per l’Italia in Papernest, guida lo sviluppo di collaborazioni strategiche con grandi gruppi bancari, contribuendo all’integrazione di soluzioni energetiche innovative nel settore finanziario.