Nel corso del 2025, il prezzo dell’energia elettrica in Italia (PUN) ha mostrato variazioni significative rispetto all’anno precedente. Dopo un 2024 caratterizzato da una graduale ripresa dei prezzi, i primi mesi del 2025 sono stati segnati da un forte aumento, con febbraio che ha toccato il punto più alto dell’anno: 0,150 €/kWh.
Il picco di febbraio coincide con una fase di domanda elevata e con dinamiche di mercato legate alle materie prime energetiche. Nei mesi successivi, però, il mercato ha iniziato a normalizzarsi grazie alla maggiore produzione da fonti rinnovabili e a una domanda più contenuta.
Febbraio si capovolge: cosa ci dice il confronto PUN 2024–2025
Guardare solo la media annuale del PUN può essere fuorviante. Il confronto mensile mostra che nel 2024 e nel 2025 non cambia solo il livello dei prezzi, ma anche quando si verificano i picchi.
- Febbraio 2024: 0,088 €/kWh (tra i valori più bassi dell’anno)
- Aprile 2024: 0,087 €/kWh (minimo assoluto 2024)
- Febbraio 2025: 0,150 €/kWh (massimo annuale 2025)
In un solo anno, lo stesso mese passa da “quasi minimo” a “massimo”: un segnale chiaro del perché l’analisi mensile sia fondamentale, soprattutto per chi ha tariffe indicizzate.
Il 2025 parte carissimo… poi si ribalta
Nei primi mesi del 2025 i prezzi sono stati nettamente più alti rispetto al 2024:
| Mese | PUN 2025 (€/kWh) | PUN 2024 (€/kWh) |
|---|
| Gennaio | 0,143 | 0,099 |
| Febbraio | 0,150 | 0,088 |
Dalla primavera in avanti la distanza si riduce e, da fine estate, il 2025 risulta spesso più basso del 2024:
- Agosto: 2024 = 0,128 €/kWh vs 2025 = 0,109 €/kWh
- Novembre: 2024 = 0,131 €/kWh vs 2025 = 0,117 €/kWh
- Dicembre: 2024 = 0,135 €/kWh vs 2025 = 0,115 €/kWh
Il “crollo” più forte del 2025: dal picco al minimo in tre mesi
Dopo il picco di febbraio, il mercato ha registrato una discesa rapida e marcata:
- Febbraio 2025: 0,150 €/kWh
- Marzo 2025: 0,121 €/kWh (−19,33% su febbraio)
- Aprile 2025: 0,100 €/kWh (−17,36% su marzo)
- Maggio 2025: 0,094 €/kWh (minimo annuale)
Dal massimo di febbraio al minimo di maggio, il calo è stato di 0,056 €/kWh, pari a circa −37,3% (circa −38% arrotondando).
Il 2024 fa l’opposto: minimo in primavera e crescita progressiva fino a dicembre
Se il 2025 è stato segnato da picchi e ribaltamenti, il 2024 ha seguito un percorso più lineare. I mesi primaverili hanno registrato valori molto bassi (sotto 0,090 €/kWh), mentre da giugno in poi il prezzo si è stabilizzato sopra 0,100 €/kWh, con una crescita graduale fino ai massimi di fine anno.
Questo andamento più regolare ha reso il 2024 mediamente più prevedibile rispetto alla dinamica 2025.
Prospettive del mercato elettrico nel 2026: tra stabilità e possibili sfide
Per il 2026, lo scenario più probabile è una fase di maggiore normalizzazione rispetto ai picchi del 2025, pur con possibili episodi di volatilità legati a fattori esterni.
I principali driver da monitorare restano:
- Transizione verso le rinnovabili
- Andamento climatico e domanda stagionale
- Stabilità dei costi di produzione
- Tensioni geopolitiche e fattori internazionali
In sintesi, il 2026 potrebbe avvicinarsi a una traiettoria più simile al 2024, con minimi in primavera e possibile rialzo in autunno-inverno, ma con margini di incertezza ancora presenti.
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