Energia Reattiva: di cosa si tratta e come risparmiare in bolletta luce?
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Energia Reattiva: di cosa si tratta e come risparmiare in bolletta luce?
FAQ
L’energia reattiva può aumentare anche se i macchinari sono spenti?
Sì. Alcune apparecchiature, come trasformatori o grandi inverter, possono generare energia reattiva anche in assenza di carico, semplicemente rimanendo alimentate.
Il rifasamento va controllato o sostituito nel tempo?
Sì. I condensatori si usurano e possono perdere efficienza. È consigliato verificare il sistema almeno una volta l’anno per assicurarsi che il cos φ rimanga entro i valori ottimali.
Installare macchinari nuovi riduce automaticamente l’energia reattiva?
Non sempre. Anche dispositivi moderni possono richiedere rifasamento se hanno componenti induttivi. Va sempre valutato il fattore di potenza dell’intero impianto, non del singolo macchinario.
Ultima modifica il 20 febbraio 2026 alle ore 08:39
L'energia reattiva è quella tipologia di energia utilizzata dagli utensili e macchinarielettrici non per produrre un movimento, una pressione o del calore bensì è ciò che si disperde proprio per vedere la macchina funzionare. Possimo definirla come un qualcosa di strutturale e intrinseco al funzionamento del macchinario.
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L'energia reattiva è una componente dell'energia elettrica assorbita da macchinari e dispositivi connessi alla rete, come motori e trasformatori. Non viene trasformata in lavoro utile (calore, forza o movimento), ma è necessaria per generare i campi elettromagnetici indispensabili al funzionamento di queste apparecchiature.
Viene temporaneamente immagazzinata e poi restituita alla rete, circolando avanti e indietro senza essere effettivamente consumata.
Il consumo di energia reattiva può generare perdite sulla rete e incidere sui costi in bolletta, soprattutto per le utenze industriali. Per le aziende è fondamentale monitorarla per evitare le penali previste annualmente da ARERA.
L'unità di misura dell'energia reattiva è il kvarh (Kilo Volt Ampere Reattivi all’ora), distinto dal Watt e dal kWh usati per potenza ed energia attiva.
Dove si trova in bolletta l'energia reattiva?
In bolletta viene fatturata solo l’energia attiva. Tuttavia, quando l’energia reattiva supera specifiche soglie, possono essere applicate penali.
Per le utenze domestiche l’energia reattiva è generalmente trascurabile, poiché nelle abitazioni non sono presenti macchinari con elevati assorbimenti induttivi.
Al contrario, nelle industrie e nelle aziende, l’uso di motori, trasformatori e apparecchiature che generano campi elettromagnetici può determinare un consumo significativo di energia reattiva.
Qual è la differenza tra energia attiva e reattiva?
Per comprendere meglio il consumo energetico è utile distinguere tra energia attiva e reattiva.
Energia Attiva: è quella effettivamente consumata per produrre lavoro utile (calore, luce, forza, movimento). Misurata in kWh, compare direttamente in bolletta. Alimenta elettrodomestici, illuminazione e macchinari industriali.
Energia Reattiva: non produce lavoro utile ma serve per creare i campi magnetici necessari al funzionamento di molti apparecchi. Misurata in kvarh, non viene "consumata" in senso tradizionale ma circola nella rete causando inefficienze e perdite.
Penale energia reattiva: cos'è e perché si paga?
Poiché l’energia reattiva deve comunque essere trasportata sulla rete, aumenta la corrente che circola sui cavi e riduce l’efficienza delle infrastrutture. Per questo motivo ARERA prevede delle penali quando la quantità di energia reattiva supera determinate soglie rispetto all’energia attiva. Le penali riguardano solo le utenze non domestiche con potenza impegnata superiore a 16,5 kW.
Perché si genera una penale
Un impianto che assorbe molta energia reattiva richiede più corrente rispetto a uno correttamente rifasato, aumentando i costi di gestione della rete. Quando questa energia supera i limiti stabiliti, il distributore applica una penale per compensare tali costi.
Un impianto non rifasato assorbe più corrente del necessario
Più corrente significa maggiori perdite sulla rete
Il distributore sostiene costi aggiuntivi che vengono addebitati in bolletta
Nelle fasce orarie F1 e F2 è consentito prelevare energia reattiva fino al 33% dell’energia attiva (cos φ ≈ 0,95). Oltre questa soglia scattano i corrispettivi aggiuntivi. Dal 2023 è inoltre prevista una penale specifica per l’energia reattiva immessa in rete nella fascia F3.
Le penali non si applicano alle utenze domestiche, che hanno potenze impegnate molto inferiori (3–4,5 kW). Si applicano esclusivamente a utenze con potenza superiore a 16,5 kW.
Parlando invece di cifre, le tariffe delle penali per l’energia reattiva aggiornate al 2025 (fonte ARERA) sono le seguenti:
TARIFFE PENALI ENERGIA REATTIVA
Energia reattiva tra il 33% e il 75% dell'energia attiva c€/kvarh
Energia reattiva eccedente il 75% dell'energia attiva c€/kvarh
Utenza in bassa tensione
1,274
1,689
Utenza in media tensione
0,456
0,606
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info
Come si calcola l'energia reattiva?
Per capire se si supera la soglia prevista per le penali, è sufficiente consultare i valori registrati dal contatore.
Buono a sapersi:
I contatori elettronici trifase (soprattutto i modelli di nuova generazione 2G) misurano sia l’energia attiva sia quella reattiva, suddivise per fascia oraria. Il display consente una lettura chiara dei valori.
Nei contatori l’energia reattiva è indicata con la lettera R e misurata in kvarh. Nel dettaglio:
R1: energia reattiva misurata in fascia F1
R2: energia reattiva misurata in fascia F2
R3: energia reattiva misurata in fascia F3
Come si riduce l'energia reattiva?
L’energia reattiva dipende dallo sfasamento tra tensione e corrente, misurato tramite il fattore di potenza (cos φ). Valori vicini a 1 indicano un impianto efficiente.
Un prelievo di energia reattiva pari al 33% dell’attiva corrisponde a un cos φ ≈ 0,95.
Un consumo pari al 75% dell’attiva porta il cos φ sotto 0,8, con penali molto più elevate.
Quando il cos φ è troppo basso si interviene con il rifasamento.
Rifasamento energia reattiva: come funziona
Il rifasamento consiste nell’installazione di condensatori in parallelo ai carichi per fornire localmente la potenza reattiva necessaria, migliorando così il fattore di potenza e riducendo i prelievi dalla rete.
Benefici principali
Un impianto correttamente rifasato assorbe meno corrente, sfrutta meglio la rete e permette di pagare quasi solo l’energia effettivamente utilizzata.
Migliora il fattore di potenza (cos φ)
Riduce o elimina le penali per energia reattiva
Diminuisce le perdite e il surriscaldamento di cavi e trasformatori
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Andrea Carriero è un esperto di infrastrutture IT e DevOps con oltre 6 anni di esperienza, attualmente Head of Infrastructure presso Papernest. Ha guidato progetti strategici per migliorare la scalabilità e l’efficienza dei sistemi a supporto dei servizi energetici digitali, contribuendo alla crescita operativa in un contesto di forte espansione nel settore energia.
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